
La temporanea presenza a Montalto del celebre gruppo ligneo detto "dei Magi" di Fabriano è occasione per presentare, nel Museo Sistino, una esposizione di sculture lignee (ma non solo).
Si tratta di una raccolta di opere provenienti dal territorio piceno, restaurate in anni recenti, molte inedite e quasi tutte sconosciute al grande pubblico: una mostra di 'scoperte', insomma, che costituirà una ghiotta occazione sia per coloro che abitano stabilmente questa parte del territorio, sia per i visitatori che, già da qualche tempo, hanno fatto delle nostre terre la meta dei loro viaggi e dei loro soggiorni.
È un'esposizione che rincorre il filo sottile della ricerca sul campo, a riscoprire le zone più oscure ed i materiali più complessi, le sculture, appunto, rappresentanti un aspetto della storia artistica che sollecita numerose curiosità ed è spunto per inedite riflessioni. Pertanto, una ricerca che si accompagna al lavoro giornaliero di tutela: tutte le sculture sono restaurate, spesso recuperate da drammatiche situazioni conservative che ne compromettevano, oltre alla leggibilità ed alla valenza estetica, il legittimo ed originario uso cultuale e devozionale.
Pur non seguendo un filo storico rigidamente cronologico e presentando un percorso in sequenza con qualche interruzione, la mostra si propone di offrire alla visione ed allo studio opere di sicura qualità, le più belle ed emozionanti, splendenti nei materiali intagliati e colorati, affiancate da dipinti contemporanei ed oggetti di oreficeria, nell'intento di sollecitare un intrigante gioco di rimandi e relazioni visive.
Accanto ai Magi - che Fabriano presta a Montalto in cambio del famoso Reliquiario sistino - viene esposta la Madonna col Bambino, oggi a New York, che si è ritenuto facesse parte del medesimo gruppo.
Le sculture sono accostate alla tavola di Francesco Ghissi, dipinta per Montegiorgio, con la raffigurazione della Madonna in umiltà, che condivide l'uso di decori e preziose rifiniture simili a quelle realizzate nella policromia del gruppo fabrianese.
Segue un inedito San Pietro, proveniente da Castignano, che si ha ragione di ritenere appartenente ancora al Trecento ed in qualche modo legato alla cultura figurativa gotica di cui si sono conservati scarsissimi esemplari.
Di assoluta rarità iconografica la Maddalena sollevata dagli angeli, proveniente da Ripatransone: integralmente ricoperta dai suoi capelli d'oro, la scultura costituisce un caso paradigmatico della collaborazione tra scultore e pittore, probabilmente nell'ambito di una bottega dell'Italia nord-orientale,
verso la seconda metà del Quattrocento. Essa rappresenta, inoltre, una delle rare opere d'importazione superstiti nel territorio piceno.
Ad esplorare con maggior vigore i rapporti dei vari artefici nella bottega rinascimentale, è la Cassetta dipinta di Monterubbiano, già impiegata per contenere importanti documenti comunali, realizzata nell'ambito dei seguaci di Pietro Alamanno.
Una delle gemme splendenti dell'esposizione è - anche perchè completamente ricoperto d'oro - il piccolo Crocifisso, quasi sicuramente fuso nell'atelier del grande scultore e orafo ascolano Pietro Vannini, oggetto assolutamente inedito, solo da poco tempo esposto nel piccolo Museo sistino di Comunanza.
Lo affiancano altre due importanti sculture d'argento: la grande Madonna di Loreto, sbalzata intorno al 1620 dall'argentiere e fonditore fiorentino Curzio Compagni, ed il soprendente "Ritratto" di San
Francesco di Paola, in forma di busto reliquiario, forgiato nel 1725 dall'orafo romano Angelo Maria Spinazzi.
La scultura lignea marchigiana del Rinascimento è rappresentata dal bellissimo San Sebastiano di Casalicchio di Montemonaco, scolpito nell'atelier del cosiddetto Maestro di Macereto, oltre al cinquecentesco San Bartolomeo proveniente dalla romita chiesa di Foce, alle pendici dei Sibillini, probabilmente uscito da una bottega locale suggestionata dalla vasta attività di Cola dell'Amatrice.
A rappresentare la plastica barocca, sono alcune sculture di grande fascino e di inedita iconografia: il Sant'Alessio disteso di Monsampolo del Tronto, rielaborazione plastica, sull'onda berniniana, delle estasi e dei trapassi raffigurati nella pittura coeva, e l'impressionante San Gaetano di Ascoli Piceno che, pure nel suo calcato espressionismo, sottende una qualche relazione con la plastica dei Maestri Giosafatti.
Con grazia variata e fasto tutto settecentesco, chiude l'esposizione ancora un'inedito: l'Angelo custode proveniente da Montemonaco che nel suo affettuoso atteggiarsi richiama inconsapevolmente la letizia profana del Secolo dei Lumi.
Sede:
Museo Sistino di Montalto
Palazzo del Seminario
Montalto delle Marche (AP)
Orari:
dal 22 aprile al 1 maggio, dalle 15:00 alle 19:00
dal 2 maggio al 18 giugno, sabato e domenica dalle 15:00 alle 19:00
dal 19 giugno al 17 settembre, dalle 15:30 alle 19:30
Biglietti:
intero € 4,00
ridotto € 3,00
Informazioni:
Museo Sistino di Montalto delle Marche
http://www.museisistini.it
tel. 0736 828688 - 347 3804444
paoladigirolami@virgilio.it
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