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Papa Sisto V e Montalto

Il Pontificato di papa Sisto V fu breve ma intenso (dal 1585 al 1590), tanto che nella fantasia del popolo romano rimase sempre ricordato come "er papa tosto": erudito, severo, scaltro, determinato, concreto, irruento, geniale; questi sono solo alcuni dei tratti di uno dei più memorabili personaggi mai saliti al soglio pontificio.

Felice Peretti nacque a Grottammare da genitori montaltesi costretti a lasciare Montalto in seguito all'irruzione nella piccolo borgo delle truppe di Francesco Maria I della Rovere Duca di Urbino.
Il giovane Peretti rientrò a Montalto alcuni anni dopo e qui studiò e prese i voti nel convento di San Francesco alle fratte. Iniziò così una folgorante carriera che lo portò come nunzio apostolico nella maggiori capitali europee.

Nel 1585 ad avanzatissima età salì al soglio pontificio e diede vita ad un ambizioso progetto di ricostruzione di Roma, coerentemente con un programma politico che mirava a far riconquistare alla città eterna una funzione politica dominante.

Uno dei suoi primi obiettivi fu quello di riportare ordine e tranquillità a Roma, eliminando la terribile piaga del brigantaggio che infestava da anni le terre dello Stato Pontificio. Nel corso dei cinque anni del suo pontificato si susseguirono quasi quotidianamente esecuzioni capitali di briganti e fuorilegge.

Ma Sisto V fu anche accorto ed abile economista: riuscì ad assicurare la restaurazione finanziaria delle casse pontificie che consentì l'avvio della trasformazione urbanistica della città.
Con l'intervento dell'architetto Fontana la città venne abbellita e rinnovata profondamente: l'architetto progettò l'apertura di grandi arterie viarie che collegarono le più importanti piazze e chiese della capitale.

Nello stesso tempo vennero risistemati i colli Viminale, Esquilino e Pincio, distruggendo molti resti romani per trarne materiali da costruzione e per riutilizzare gli antichi obelischi come ornamento nelle piazze, per le quali Sisto V fece realizzare splendide fontane.

Nel settembre del 1586 venne compiuta, tra l'ammirazione incredula del popolo romano, l'eccezionale impresa dell'elevazione del gigantesco obelisco del Circolo di Caligola al centro di piazza San Pietro. A questo si aggiunsero gli obelischi nelle piazze di Santa Maria Maggiore, quello altissimo di San Giovanni in Laterano e infine quello di Piazza del Popolo.

Con la trasformazione di Piazza Navona in linea con le eleganti scenografie barocche in voga alla fine del cinquecento, si compie il grandioso progetto di ampliamento e rinnovamento di quella Roma Felix sognata da Sisto V.

Ma fu Montalto a trarre i maggiori benefici dalla elezione a Pontefice dell'illustre concittadino: il papa cambiò il volto del piccolo borgo che da piccolo centro acquistò il titolo di diocesi nel 1586, venne elavata al rango di città e divenne capitale del potente presidiato di Montalto che includeva 16 paesi limitrofi.

Nel 1587 Sisto V diede incarico all'architetto Rainaldi di progettare una monumentale Cattedrale che venne dedicata alla vergine Assunta.

Al fine di realizzare una piazza che potesse competere per grandiosità e splendore con quelle delle vicine città di Ascoli e Fermo, venne ideato un vasto palazzo prospiciente la Cattedrale (l'attuale sede del Museo Sistino), il cosiddetto Palazzo della Signora (Camilla Peretti sorella del papa) che conteneva porticati adibiti a botteghe artigiane. Si formò così un vasto spazio pubblico che oggi corrisponde a Piazza Sisto V.

Non appagato da tali ampliamenti, il papa ideò un faraonico progetto urbanistico per la sua città che comprendeva l'edificazione del Palazzo dei Predi e del Palazzo vescovile.

Il disegno del piano di urbanizzazione venne affidato al fedele architetto Fontana, che per il papa aveva lavorava al rinnovamento delle chiese e delle piazze romane. Esso prevedeva la bonifica delle aree fuori dalla mura di Montalto che avrebbero dovuto ospitare sontuose ville per la nobiltà romana. Secondo i disegni del pontefice, Montalto doveva diventare il centro della vita religiosa e sociale dello Stato Pontificio: come spiegare altrimenti l'idea di trasferire a Montalto la reliquia del Santo Sepolcro dalla Terra Santa; progetto poi mai materializzatosi.

Per finanziare tali ambiziosi progetti, Sisto V fece edificare una zecca che battè moneta dal 1587 al 1591.

L'improvvisa scomparsa dal papa, avvenuta nel 1590, causò l'interruzione di molti dei lavori iniziati. Alcune costruzioni come la cattedrale e il palazzo della Signora vennero completate solo alcuni secoli più tardi.

L'ultimo onore che Sisto V riserva alla sua Montalto fu la donazione del prezioso reliquiario, conservato nelle sale del museo dedicate al potente Pontefice.