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Pinacoteca Civica

L'allestimento nasce dalla volontà di salvaguardare e trasmettere la memoria storica cittadina espressa, oltre che dal ricchissimo materiale degli Archivi, anche da artistici manufatti ed opere pittoriche.

La raccolta d'arte del Comune di Montalto delle Marche comprende opere che vanno dal XV secolo ai tempi moderni. Le sale espositive, oltre alla grande Sala Sistina, sono indicate con i nomi dei nuclei abitati di Patrignone, Porchia, Valdaso che con Montalto concorrono a definire l'equilibrato livello di umanizzazione di questa parte del territorio piceno.

Una sala è dedicata a Giuseppe Sacconi, un'altra a Osvaldo Licini: due personalità di rilievo nel panorama dell'architettura e della pittura italiana dei secoli XIX e XX.
L'Archivio Fotografico fissa nel divenire del tempo le immagini della nostra storia più recente.

Nella predisposizione delle didascalie sono state evidenziate precise notizie storiche in grado di stabilire una comunicazione con il visitatore.

Ciò che oggi è apparentemente cristallizzato in un dipinto o altro oggetto d'arte, è effettivamente espressione del modo di sentire proprio di un certo periodo storico, manifestazione dell'abilità dell'artista, rivelazione del carattere del personaggio rappresentato e di quanto, in definitiva, ha impregnato l'esistenza e la vicenda di chi è vissuto prima di noi.

Una pinacoteca racconta gli uomini, le loro ambizioni, le loro realizzazioni, la loro spiritualità e creatività: essa diventa lo 'specchio del reale'.

Sala Sistina

È dedicata al concittadino Felice Peretti, eletto Papa col nome di Sisto V il 24 aprile 1585; governerà la chiesa fino al 27 agosto 1590.
Con la sua salita al soglio pontificio, Montalto diviene Città e centro di Diocesi; vi risiede il Governatore Apostolico del Presidiato che comprende Montalto ed altri 16 paesi dell'entroterra piceno; vi è anche impiantata una zecca.

Il materiale esposto nella sala si origina dunque dal trascorso storico della Città e dalla sua singolare vicenda nello Stato Ecclesiastico nei secoli XVI-XIX.

Archivio Fotografico

Comprende un centinaio di fotografie che riferiscono rare immagini per un secolo, dalla seconda metà del XIX agli annoi '60 - '70 del XX.

Le foto esposte consentono una lettura dei diversi aspetti della storia locale, sia dal punto di vista ambientale e architettonico che del costume e delle tradizioni.
Diverse riguardano i centri di PAtrignone e Porchia. Frequenti le immagini delle piazze nei vari momenti della vita cittadina, così come quelle panoramiche o delle chiese, del viale e di altre costruzioni importanti.

Sala Giuseppe Sacconi

Nella sala è stato ricomposto lo studio dell'Architetto Giuseppe Sacconi (Montalto, 05/07/1854 - Collegigliato di Pistoia, 23/09/1905).
Presente anche in ambito piceno con progetti quali la Chiesa Collegiata di San Francesco di Force o la facciata di San Michele Arcangelo a Monte Urano, ricerco nel restauro le matrici originarie riconducendo i vari aspetti architettonici ai canoni stilistici ispiratori dell'opera (Basilica di Loreto, Palazzo Municipale di Todi, Rocca di Gradara, Palazzo dei Consoli a Gubbio...).

Vinse il concorso per la realizzazione del Monumento a Vittorio Emanuele II in Roma, che doveva celebrare la raggiunta unità d'Italia.
La Sovrintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici del Lazio, in occasione del lavoro di riordino e rilevamento analitico dell'Archivio Storico della Fabbrica del Vittoriano con la consultazione organica di circa 6000 disegni e 2000 fascicoli prodotti dall'Ufficio Tecnico del Monumento, dedicava nel 1986 alla massima opera di Giuseppe Sacconi i due volumi Il Vittoriano, Materiali per una storia.

Questi risultano determinanti per capire il Monumento, i problemi legati alla sua realizzazione nel contesto storico-politico dell'epoca, e la stessa 'querelle' urbanistica che ha spinto più volte diverse 'penne' a scrivere le considerazioni più stravaganti sulla destinazione e l'uso del noto complesso architettonico.
Esso conserva pur sempre, per tutti gli italiani, gli alti e innegabili significati simbolici che ne ispirarono la fase progettuale.

Sala Licini

Osvaldo Licini (Monte Vidon Corrado, 22/03/1894 - 11/10/1958) fu artista di assoluto rilievo nel panorama della pittura del Novecento. Studiò all'Accademia delle Belle Arti di Bologna e Firenz; conobbe Morandi e, a Parigi, Picasso, Modigliani, Cocteau ed altri artisti.

Esordì negli anni '20 con paesaggi e nudi e si volse successivamente all'astrazione. Nel 1958, alla XXIX Biennale di Venezia gli venne assegnato il Gran Premio Internazionale di Pittura.

Riuscì a sublimare gli elementi del reale per assurgere a livelli espressivi tali che le sue opere sono oggi annoverate nel patrimonio artistico mondiale.

Sono presentati dieci disegni originali (e la firma autografa) che possono dare un'idea del percorso artistico di Licini, dal periodo figurativo fino alla straordinaria astrazione espressa dallo schematismo essenziale dell'Angelo di Santo Domingo.