Ubicato in un livello intermedio tra il piano terra e il primo piano del Palazzo Municipale, ha al suo interno essenziali arredi ricostruiti sulla base di un Inventarium del 1604 che, unitamente ai graffiti ed ai disegni dei reclusi sulle pareti delle celle, contribuiscono al recupero della dimensione storica dell'ambiente.
Per oltre quattro secoli (XVI-XX) attraverso questa struttura carceraria sono transitati rei di fatti delittuosi, talvolta compiuti con gli stessi oggetti del quotidiano lavoro agricolo trasformati in pericolose armi di offesa: un rastrello, una falce...
Frodi, furti, ed altri reati rimandano ad un mondo vivacissimo, a volte passionale, spietato, altre semplicemente miserevole, in contesti sociali, connotazioni geografiche e circostanze storiche che, partendo dal microcosmo dei casolari di campagna attorno ai piccoli centri collinari appena usciti dal medioevo, si intrecciano con eventi che hanno segnato idelebilmente epoche e persone: carestie, fatti di brigantaggio, passaggi di soldati di ventura, ricorrenti epidemie...
Storie di miserabili, come quella di Francesca da Force, carcerata per debiti, che sul finire del '500 dispone di vendere tutto quel poco che le rimane per soddisfare creditori e riacquistare la libertą.
Ma vi transitano anche colpevoli di ben pił gravi misfatti: sequestro a scopo di estorsione, omicidi, attentati ai beni ecclesiastici; come Innocenzo Michelini, impiccato per aver incendiato nella notte del 28 dicembre 1745 la chiesa di San Gregorio a Montelparo.
Nel giugno del 1748 evasero rocambolescamente dal carcere due ladri, Giovan Battista Brunzini e Tommaso Antonio Franceschini, calandosi dalla finesta della cella detta "dell'Inferno"
Destano paricolare impressione i "capitoli" recanti le disposizioni che regolavano l'assistenza, da parte della confraternita del SS. Sacramento, alle ultime ore dei condannati a morte, accomapgnati al supplizio dopo la confessione e ascoltate le raccomandazioni confortevoli dei confratelli. Molti carcerati videro spegnersi l'ultima luce del giorno dal luogo della esecuzione della pena capitale, sulla sommitą del colle ove era la fossa degli impiccati; altri sono morti di stenti o di malattia tra le mura del carcere.
Ma... nella primavera del 1752 vi nasce un bambino a cui viene messo nome Fortunato; e un bambino cosi chiamato, nato da una donna di nome Felice, non puo che richiamare il cuore al prepotente riaffermarsi della vita e della speranza.
Le "storie" presentate mediante una drammatizzazione sonora a cura del "Teatro delle Foglie", sono tratte da documenti originali, alcuni dei quali esposti nella mostra attigua.
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