Il primo nucleo della Biblioteca è riconducibile all'attività del "Centro di lettura" attraverso il quale, dal dopoguerra e per alcuni decenni, il Ministero della Pubblica Istruzione intendeva promuovere la cultura popolare. Alcune interessanti e rare collane erano già presenti in Comune.
La Biblioteca viene poi arricchita da donazioni di famiglie private che apprezzano il grande lavoro svolto per la creazione di una idonea sede dotata di tutto quanto necesasrio per svolgervi attività di studio e ricerca: una serie di originali volumi a carattere scientifico che trattano di farmacopea, oltre 200 rari esemplari di testi di carattere giuridico di cui 5 preziosi volumi stampati a Venezia nel 1569, costituenti il Codice Giuridico di Giustiniano.
Accanto a queste dotazioni prende forma la Biblioteca Storica (sec. XVI-XX) comprendente opere di carattere letterario, poetico, storico, geografico, apologetico, religioso, giuridico, economico, agiografico e teologico.
Archivi storici
Quella degli archivi montaltesi è storia comune di molti archivi italiani (periodi di abbandono, momenti di maggior cura ed attenzione, restauri), ma storia particolare per quanto riguarda la consistenza, legata alla singolare vicenda del borgo, soprattutto a seguito della forte spinta innovativa sul piano delle istituzioni voluta dal concittadino Sisto V.
Fino ed anche oltre l'Unità d'Italia, Montalto è stato infatti centro di amministrazione del potere e della giustizia per un vasto comprensorio del piceno denominato appunto Presidiato.
Intrecciate con la "grande storia", balzano dinanzi a noi le testimonianze anche di quella irripetibile storia minima e quotidiana registrata su una molteplice tipologia di documenti, che va dalle pergamene (la più antica è un Breve Ricordationis del 1170) ai catasti (il Catastrum Vetustior è del 1320), dagli atti dei notai a lettere autografe ed altri manoscritti di eruditi locali.
Numerosi le Bolle e Brevi papali, cosi come i registri riportanti verbali di deliberazioni della municipalità.
La storia di una comunità trova riferimento costante ed unico nei suoi documenti d'archivio.
Puntuali iniziative hanno portato al recupero, restauro e studio di preziosa documentazione: i 76 pezzi del fondo pergamenaceo del Monastero di Santa Maria in Piobbico; le decine di pergamene attinenti a Castrum Porcule e al castello di Mortula in territorio ai confini con Carassai; il sensazionale ritrovamento in una cartella d'archivio (10 marzo 1991) degli statuti di Porchia (da collocarsi tra il 1534 ed il 1549), corpo di norme anteriore al Liber Statutorum di Patrignone, del 1549, e al Leges Ac Iura Monicipalia Mag. et Illust. Communitatis Montis Alti, del 1586.
E ancora, la scoperta nelle carte dell'Archivio (1995) che nel 1635 Evangelista Torricelli, allievo di Galileo, era presente a Montalto in qualità del Segretario del Governatore del Presidiato, Ciampoli.
Nel 1997 l'acquisizione di pregevoli documenti della fine del '500 e dell'inizio del '600, provenienti dal Priorato di San Iorio in Savoia, e un cospicuo numero di manoscritti del Cardinal Montelparo Gregorio Petrocchini.
Le sezioni degli Archivi e della Biblioteca comprendono:
- Fondo pergamenaceo (dal 1170 al sec. XIX)
- Archivio ex Comune di Porchia (dal sec. XIII)
- Archivio Storico Comunale (dal sec XIV)
- Archivio ed Comune di Patrignone (dal sec XIV)
- Fondo dei Catasti (sec XIV-XIX)
- Archivio Notarile (dal sec. XV)
- Archivio del Presidiato Sistino (fine sec XVI-XIX)
- Archivio Congr. Carità e Opere Pie (dal sec. XVI)
- Archivio storico della Casa Sacconi (sec. XIX)
- Emeroteca (dagli inizi del sec. XX)
- Fondo Librario Storico e Moderno
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